Che sia una sgridata a tuo figlio o un rimprovero al tuo partner, fare una critica è sempre una cosa difficile. Scopri come fare una critica costruttiva in modo assertivo.

 

Se sei capitato su questo articolo è perché vuoi imparare come fare una critica. Forse ti sei accorto che nonostante siamo dei criticoni patentati, la maggior parte delle volte le nostre critiche non raggiungono alcun risultato a parte fare star male noi e chi le riceve. Come fare allora una critica che sia utile e costruttiva?

Dalle sfuriate alle critiche

Immagina: stai rientrando a casa da lavoro dopo una giornata estenuante. Il tuo capo ti ha sgridato per un errore (che non dipendeva da te) e la tua collega si è continuata a lamentare per le sue solite inezie. Apri la porta di casa, appoggi le chiavi e SBAM: inciampi nello zaino di tuo figlio lasciato in mezzo ai piedi.

Dopo aver maledetto il giorno in cui hai voluto un figlio lo chiami e gli urli addosso tutta la tua frustrazione. Potrebbe suonare come “Maledizione Giacomino, sei sempre il solito disordinato. Lasci sempre le tue cose in giro. Cosa devo fare con te? Ah ma stavolta ne ho proprio piene le tasche!” … o qualcosa del genere.

Scenario familiare? Immagino che anche se non hai figli, potresti aver vissuto la stessa frustrazione seguita dalla stessa sfuriata in altre situazioni come un partner che arriva perennemente in ritardo o che lascia il dentifricio senza il tappo (e come direbbe Diodato, se diventi matto tanto meglio!)

Queste sfuriate potremmo anche chiamarle critiche ma, secondo un modello assertivo, sono critiche manipolative o aggressive, non molto utili a raggiungere i tuoi scopi (a meno che non siano unicamente quelli di sfogare la tua frustrazione).

Le critiche aggressive sono critiche alla persona (tu sei), sono totalizzanti (sempre il solito) e generiche (disordinato). Questo tipo di critiche ingenerano senso di ignoranza e rabbia.

Esistono poi critiche manipolative, che sono più subdole perché colpiscono la vittima dall’interno con frasi come “lo sai che lo dico per il tuo bene” e suscitano la sensazione di non poter tradire le aspettative che si hanno su di lui suscitando senso di colpa e ansia.


Dalle critiche aggressive e manipolative alle critiche costruttive

Se vuoi fare delle critiche che permettano all’altro di cambiare il suo comportamento, mantenendo integro il proprio sé, potresti provare a fare delle critiche costruttive.

Una critica costruttiva è una critica che restituisce un feedback all’altra persona sul suo comportamento, che le dice che così a te non sta bene. È al contempo una critica che propone un’alternativa a quel comportamento e, possibilmente, ne esplicita i vantaggi.

Ecco 14 regole per fare delle critiche costruttive in modo assertivo

come fare critiche costruttive

  • Rivolgiti all’interessato, non tirare in ballo altre persone che non centrano e far fare ad altri le critiche che vorresti fare tu;
  • Fai la tua critica in privato alla persona, farlo davanti ad altri potrebbe metterlo in imbarazzo e creare in lui del risentimento;
  • Evita di fare confronti tra la persona a cui stai facendo la critica e l’altro figlio o l’altro collega;
  • Controlla il tuo non verbale, non roteare gli occhi e non sbuffare;
  • Evita umorismo ed ironia, lasciali per altri momenti, non usarli durante una critica costruttiva se vuoi venga presa seriamente;
  • Non accumulare settimane di frustrazione per poi scoppiare all’improvviso tirando fuori cose che riguardano il passato;
  • Affronta una questione per volta, non iniziare un elenco infinito di cose che non ti vanno, procedi con calma e una volta chiarita una questione passa in caso ad un’altra;
  • Non chiedere scusa per la tua critica, mantieni la tua autorevolezza;
  • Non usare termini come “sempre” e “mai” che sono totalizzanti e, oggettivamente, irrazionali (vedi distorsione cognitiva dell’ipergeneralizzazione);
  • Sii concreto e specifico, non essere vago ma dì esattamente qual è il comportamento che non ti va;
  • Fai riferimento ai valori dell’altro e non sei tuoi, fai riferimento a ciò che per lui è importante;
  • Parla di te e non dell’altro, parla di quello che tu provi e non fare la lettura del pensiero dell’altra persona dicendo cose come “lo fai apposta”;
  • Suggerisci una soluzione realistica e accettabile, proponi qualcosa che sia fattibile, obiettivi concreti, osservabili e misurabili;
  • Metti in evidenza il lato positivo della critica, fa si che l’altro se ne vada ottimista di poter raggiungere l’obiettivo concordato e migliorare così il rapporto.

Quanto dura una critica costruttiva

“A quante cose devo stare attento per fare una critica costruttiva? Non è che posso passare la giornata a fare una critica” E infatti non devi!

Nel loro One Minute Manager, Blachard e Jhonson (2014) offrono un piccolo bignami, e dicono che una critica, perché sia efficace, dovrebbe durare non più di un minuto! Come? In questo modo:

  • Appena ti accorgi del problema parla con la persona e descrivi la situazione
  • Dì sinceramente come ti senti rispetto al problema, che emozioni provi facendo poi seguire un breve silenzio in modo che le tue parole penetrino nell’altro;
  • Fai ragionare sulle alternative che si possono mettere in atto per fare in modo che la cosa non si ripeta;
  • Guardando l’altro negli occhi digli che credi davvero potrà mettere in atto quanto concordato.

Mettiamo in pratica queste indicazioni con un esempio di un ragazzo che rincasa oltre il coprifuoco:

  • È l’1 di notte e avevamo concordato tu dovessi essere di rientro entro mezzanotte e mezza;
  • Sono molto deluso che tu non abbia rispettato gli accordi ed ero preoccupato perchè temevo ti fosse successo qualcosa;
  • La prossima volta potresti mettere una sveglia sul cellulare che ti avvisi quando è ora di rientrare (oppure) Come possiamo fare per fare in modo che la prossima volta tu rispetti il coprifuoco?
  • So che puoi rispettare questo impegno come riesci già a rispettarne molti altri.

Ed ecco la tua critica di un minuto. Cosa potrebbe andare storto? Beh, l’altro potrebbe iniziare ad addurre scuse o a sbuffare. Ascolta l’altro, ma rimani concentrato sulla critica costruttiva che stai facendo e prosegui. Se non riesci a parlare perché l’altro ti parla sopra, non alzare il volume ma fai una pausa mantenendo il contatto oculare e riprendi quando ha finito, sempre con un tono pacato ma sicuro.

Pronto a mettere in campo il tuo nuovo super potere? Fammi sapere com’è andata!


Bibliografia

Anchisi R. e Dessy M.G. (2013). Manuale di assertività. Teoria e pratica delle abiltà relazionali: alla scoperta di sè e degli altri. Milano: Franco Angeli. 

Blanchard K e Jhonson S (2014). L'one minute manager. Milano: Spearling & Kupfer

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