La WISC-IV è uno degli strumenti per eccellenza per la valutazione dell’intelligenza. Si compone di quattro indici: l’indice di Comprensione Verbale (ICV), l’indice di Ragionamento Visuo-Percettivo (IRP), l’indice di Memoria di Lavoro (IML) e l’indice di Velocità di Elaborazione (IVE).

Dall’unione dei loro poteri prende vita il fantomatico QI, il quoziente intellettivo, che rappresenta la capacità cognitiva complessiva del bambino (Wechsler, 2012).

Può succedere però che un soggetto ottenga punteggi molto diversi tra loro nei quattro indici e così il QI non risulti più una buona sintesi delle sue capacità. In questi casi si diche che il QI non è interpretabile.

La domanda che sorge spontanea allora è: QUANDO la differenza tra i punteggi degli indici risulta troppo grande?

Gli autori della standardizzazione americana della WISC, Flanagan e Kaufman (2009) suggeriscono che una differenza risulta significativa se di un punto z e mezzo superiore rispetto alla media dell’indice.

Ricordando che gli indici della WISC hanno media 100 e deviazione 15, una differenza tra l’indice con punteggio più alto e quello più basso è significativa se è di 22.5. Arrotondato: 23 punti.

Orsini e Pezzuti, curatori della standardizzazione italiana della WISC, con la collaborazione di Sabina Hulbert (2014) hanno però mosso una critica a questo ragionamento.

Prendendo in riferimento la differenza di 23 punti, hanno rilevato che tale differenza è presente in più del 50% della popolazione. Una percentuale decisamente troppo alta dal momento che l’intento di Flanagan e Kaufman era di indicare come differenze significative quelle più infrequenti.

Orsini, Pezzuti e Hulbert suggeriscono quindi di prendere in considerazione la distribuzione di tali differenze nella popolazione e di utilizzare la sua media e la sua deviazione standard per il calcolo dei punti z, scegliendo poi come criterio la percentuale di popolazione considerata “rara”.

Il punteggio identificato da Orsini e collaboratori per il campione italiano è di 40 punti. Il che significa che non dovremmo considerare interpretabile un QI se ci sono due indici che hanno una differenza uguale o maggiore a 40 punti.


Bibliografia:

Flanagan, D. P., & Kaufman, A. S. (2009). Essentials of WISC-IV assessment (2nd ed.). Hoboken, New Jersey: John Wiley & Sons.

Orsini A. e Pezzutti L. (2014). L’indice di abilità generale della scala WISC-IV. Psicologia clinica dello sviluppo, a. XVIII, n.2.

Orsini A., Pezzutti L. e Hulbert S. (2014). The unitary ability of IQ in the WISC-IV and its computation. Personality and Individual Differences 69, p.173-175.

Wechsler, D. (2003a). Wechsler Intelligence Scale for Children-Fourth Edition (WISCIV) administration and scoring manual. San Antonio, TX: The Psychological Corporation.

Wechsler, D. (2003b). Wechsler Intelligence Scale for Children-Fourth Edition (WISCIV) technical and interpretive manual. San Antonio: The Psychological Corporation.

Wechsler, D. (2012). WISC-IV. Wechsler Intelligence Scale for Children Quarta Edizione. Firenze: Giunti-OS.

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