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Un blog per parlare di età evolutiva: delle sue caratterische e delle sue difficoltà. 

Una domanda che mi viene spesso posta è se lo psicologo può fare diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento. Prima di rispondere ci tengo a ribadire la differenza tra termini utilizzati spesso come sinonimi in questo ambito ovvero valutazione, diagnosi e certificazione.

  • Per valutazione si intende un processo esplorativo delle abilità oggetto di indagine e il loro confronto con quanto atteso rispetto all’età e alla classe frequentata.
  • La diagnosi è un atto attraverso il problema viene inquadrato all’interno di una categoria nosografica riconosciuta dai manuali diagnostici internazionali.
  • La certificazione è un documento introdotto dalla legge 170/2010 che tutela dal punto di vista normativo lo studente con diagnosi di DSA e obbliga la scuola all’attivazione di un piano didattico personalizzato (PDP).

Da un punto di vista legale i professionisti che possono redigere una diagnosi sono solo il medico e lo psicologo in quanto facenti parte degli atti della propria attività professionale.

Tanto per i DSA quanto per tutti gli altri disturbi riconosciuti dal DSM-5 e dall’ICD-10 lo psicologo può fare valutazione e diagnosi (L.56/89) nel rispetto del codice deontologico professionale. Ciò significa che sebbene tutti gli psicologi possano fare diagnosi di DSA, uno psicologo non specificatamente formato in quest’ambito che somministra test che non conosce è perseguibile dall’Ordine degli Psicologi.

Il valore certificativo della diagnosi dello psicologo, ovvero il fatto che la diagnosi della scuola imponga alla scuola l’attivazione di un PDP è stabilito a seconda della regione. La legge 170 infatti affidava all’autonomia regionale il compito di decidere se le diagnosi del professionista privato dovessero essere accettate dalla scuola; alcune regioni hanno optato per l’accreditamento dei professionisti privati (ad es. l’Emilia Romagna) mentre altre hanno stabilito che le certificazioni potessero essere emesse solo da centri all’interno dei quali vi sia un’equipe formata da neuropsichiatra, psicologo e logopedista (ad es. il Veneto) il che il più delle volte coincide solamente con il servizio pubblico.

Tuttavia, il grande numero di richieste al servizio pubblico ha determinato la creazione di lunghe liste d’attesa il che comporta che una famiglia che chiede diagnosi a settembre si veda convocata a marzo dell’anno seguente (quando va bene).

Per tale motivo, la direttiva ministeriale n. 8 del 2013 chiede alle scuole di accettare anche le diagnosi del privato in attesa del rilascio della diagnosi di una struttura pubblica.

Per quanto riguarda gli alunni in possesso di una diagnosi di DSA rilasciata da una struttura privata, si raccomanda - nelle more del rilascio della certificazione da parte di strutture sanitarie pubbliche o accreditate – di adottare preventivamente le misure previste dalla Legge 170/2010, qualora il Consiglio di classe o il team dei docenti della scuola primaria ravvisino e riscontrino, sulla base di considerazioni psicopedagogiche e didattiche, carenze fondatamente riconducibili al disturbo.” (Direttiva ministeriale dell’8 marzo 2013, pp 2-3).

In conclusione, la diagnosi di DSA può essere fatta da medici e psicologi che lavorino in contesti pubblici o privati. Il mio consiglio alle famiglie è tuttavia quello di informarsi bene sull’esperienza diagnostica del professionista a cui decidono di rivolgersi assicurandosi che sia aggiornato in tema di DSA in modo da poter garantire una buona diagnosi che oltre ad inquadrare il disturbo, suggerisca delle strategie di intervento che lo aiutino a casa e a scuola.

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