“Sente la mia voce? Guardi il pendolo. Ci sono solo la mia voce e il pendolo. Tutto il resto scompare” (Freud che cita parafrasando “Musica” di Electra Lamborghini)

Sentendo amici e colleghi, Freud è una serie che ha molto diviso gli spettatori, tra chi la critica per il modo in cui presenta grossolanamente la psicoanalisi e chi l’ha guardata compulsivamente in un binge watching spinto dalle sue caratteristiche thriller e noir. Ho pensato fosse utile scrivere allora una recensione di Freud senza spoiler.

Leggete pure alla rinfusa quello che vi interessa, non mi offendo. Se invece volete sapere subito se ve la consiglio o meno andate alle conclusioni!

 

 

personaggi freud

Recensione Freud Netflix: trama e personaggi

Da dove partire in questa recensione se non dalla trama. È possibile distinguere tre storie principali che si intrecciano fin da principio, storie che danzano l’una accanto all’altra e muovono i personaggi nelle loro motivazioni e relazioni.

Innanzitutto abbiamo la storia di Freud, perno centrale (e pretestuoso?) della vicenda, intento a dimostrare la causa dinamica dell’isteria. Contestato e ostacolato dal comitato medico dell’Ospedale Generale di Vienna e dal direttore della clinica psichiatrica Theodore Meynert. Supportato dagli amici e colleghi Josef Breuer e Arthur Schnitzler. Sopportato dalla buona Lenore, governante e complice, e amato, seppur a distanza, dalla premurosa Marta Bernays, la futura signora Freud.

Abbiamo poi la storia dell’ispettore Alfred Kiss che, con il suo collega Franz Poschacher, indaga sul violento stupro ed omicidio di una dolce ragazza. Questa indagine lo porterà a rincorrere un uomo che ha a che fare con il proprio passato. Le conseguenze delle azioni intraprese lo metteranno contro uomini potenti e pericolosi.

Infine abbiamo la storia della medium Fleur Salomè e la sua famiglia, i conti Szapary, rinnegati ungheresi che vogliono partecipare alla vita politica del neonato impero Austro-ungarico, avvicinandosi al principe ereditario Rodolfo d’Asburgo Lorena (proprio lui, il figlio della Principessa Sissi!).

Quest’ultima storia, è la più pervasiva e detterà l’avvicinarsi dei protagonisti, la loro collaborazione e la loro discesa nell’esoterismo e nell’orrore.

 

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 atmosfera freud

Recensione Freud Netflix: ambientazione e atmosfera

La serie è ambientata nella Vienna del 1866. È possibile risalire alla data in quanto Freud dichiara che un anno prima ha condotto degli studi a Parigi con Jean-Martin Charcot, fatto avvenuto nel 1865 (Freud, 1924).

Il background storico emerge prepotente in questa serie austro-tedesca-ceca e a noi, spettatori italiani, rischiano forse di sfuggire riferimenti ovvi per il pubblico nativo di questa serie. Facendo una piccola ricerca, è possibile capire che siamo in un periodo critico per l’Austria che ha appena perso la guerra prussiana e sta cercando un compromesso (Ausgleich) con il popolo ungherese.

La fine dell’800 è altresì un periodo in cui dilaga in tutta Europa lo spiritismo. Non sembra perciò forzato l’interesse della borghesia e della nobiltà per tali pratiche. E la serie sembra tuffando il pennello della fotografia in questa atmosfera e dipingerne ogni singolo fotogramma della serie. Altrettanto fa il sonoro, immergendovi a sua volta i suoi lunghi archi e fiati che scandiscono il ritmo dell’orrore che vediamo rappresentato sullo schermo e che, sulle note di una sirena d'emergenza, sembrano intimare ai protagonisti: “fuggite sciocchi!”.

 

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 freud lovecraft

Recensione Freud Netflix: Lovecraft sei tu?

Guardando (e riguardando) le puntate di questa serie, sono tanti i riferimenti che mi sono venuti alla mente dal cinema, dalla letteratura e dai videogiochi.

Ho rivisto l’autorialità di David Lynch (Twin Peaks), di Dario Argento (Profondo Rosso), di Tiziano Sclavi (Dellamorte Dellamore) e di Stanley Kubrick (Eyes Wide Shut). E direi non a caso in quest’ultimo esempio, visto che Eyes Wide Shut è basato suDoppio Sogno, romanzo di Arthur Shnitlzer!

Ho trovato anche tracce de Il sesto senso e di X Men (essendo una recensione di Freud senza spoiler... non posso spoilerare "perchè", ma poi ditemi se le ho viste solo io).

E infine ho rivisto il rapporto con il mistero e con l’occulto presenti nel primo videogioco di Max-Payne, in Sherlock Holmes (2009), in Edgar Allan Poe ma, soprattutto, in Lovecraft!

Howard Philops Lovecraft (1890-1937), creatore di uno sterminato numero di racconti e romanzi ha creato un mondo e delle dinamiche cui la serie Freud sembra prendere a piene mani l’ispirazione, in particolare rispetto al Ciclo di Chtulhu (Lovecraft, 2016).

Seguendo Freud nel suo “viaggio nel profondo” ho avuto la sensazione di seguire Francis Wayland Thurston nel suo viaggio verso la conoscenza, nel suo viaggio verso la follia. Tanto più Freud si addentra nella comprensione del mistero, tanto più egli rischia perdere la ragione e di finirci ingabbiato. L’ungherese come l’abissale, Tàltos come Cthulhu.

Forse non abbiamo avuto la nostra serie su Freud ma finalmente abbiamo un accenno di cosa vorrebbe dire una serie su Lovecraft!

 

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 freud vero

Recensione Freud Netflix: cosa c’è di vero?

La domanda sorge spontanea nell’osservare questa serie che unisce fatti storici alla finzione. Parto dal dire che ho tentato una ricerca storica sugli Szapary, per capire quanto di vero ci fosse su di loro, ma non sono riuscito a risalire alla discendenza dei conti Viktor e Sophia presentati nella serie. Il miglior candidato è Laszlo Szapary. Se sia effettivamente l’uomo a cui si faccia riferimento e sia vero quanto detto su di lui lo ignoro. Lascio a voi le ulteriori ricerche (e fatemi sapere che sono curioso!).

Per quanto riguarda Freud, ecco, ci sarebbe chi si potrebbe chiedere quanto ci sia di vero anche nel vero Freud (Cioffi, 2006). È evidente, tuttavia, che le derive esoteriche presenti nella serie non appartengono alla biografia del padre della psicoanalisi, nonostante l’interesse di Freud per diavoli e streghe (Musatti, 1966/2013b). Cosa c’è dunque di vero rispetto a Freud?

Freud contestato dalla società di medicina.

Freud ha realmente tenuto un discorso sulle cause dinamiche dell’isteria e sull’ipnosi ai colleghi della società di medicina, i quali lo hanno contestato e si sono sentiti offesi. Nella realtà Freud li aveva realmente offesi insultando l’insegnamento viennese! Che tipetto eh? (Musatti, 1966/2013a)

Freud si faceva davvero di cocaina.

Sperando di “acquistare fama con qualche scoperta scientifica”, nel 1884 Freud acquistò a caro prezzo della cocaina per studiarla. La provò su di sé, la diede al suo ex collega ed amico Ernst Fleischl, dipendente dalla morfina, e anche alla sua fidanzata (per “darle forza e colorirle le guance” cit.). Ci pubblicò anche un saggio e tenne una conferenza consigliandone l’uso. Inutile dire che quando ci si accorse che la cocaina creava forte dipendenza, Freud venne screditato (arroccando poi scuse poco plausibili per difendersi) (Musatti, 1966/2013a)

Freud abitava davvero nella casa della serie Netflix

Voglio precisare che la ricerca di queste informazioni è stata davvero ardua perché non riportata nelle fonti italiane: Freud, prima di trasferirsi nella celebre casa di Bergasse 19, abitava davvero nella "Casa dell’Espiazione" (Sühnhaus). La struttura venne fatta costruire sulle macerie del Ringtheater, andato a fuoco nel 1881 e, al suo interno, vi fu un fatale incidente. (È vero anche che Freud era in debito per permettersi il costo dell’affitto).

Freud era davvero amico di una donna chiamata Salomè.

Lou von Salomè. La donna non era una medium ma è stata scrittrice e psicoanalista. Amante del poeta Rainer Maria Rilke (nel vero senso della parola), con il suo rifiuto d'amore a Nietzsche sembra esserne stata la causa della depressione e della conseguente opera “Così parlò Zarathustra”. Beh, grazie a Salomè per il suo due di picche che ci ha regalato questo capolavoro! (Fusini, 1992).

Freud usava davvero l’ipnosi.

Ne rimase affascinato ai tempi dell’università, quando la vide usare per la prima volta da Carl Hansen (Der Magnetiseur), in uno spettacolo teatrale. Essendo concorde con Charcot sul fatto che l’isterismo potesse essere indotto da ipnosi, la fece diventare la sua tecnica terapeutica per la cura dei malati di nervi (visto che aveva riscontrato che a nulla serviva l’elettroterapia proposta da Erb, quel truffatore…). La abbondonò in favore di nuove tecniche catartiche quando si accorse che la relazione con il paziente superava il metodo dell’ipnosi (Freud, 1924).

Freud era davvero in difficoltà economiche.

Nel 1882 fu il suo ex insegnante e mentore, Ernst Wilhelm von Brücke, a suggerirgli di lasciare lo studio puramente teorico della fisiologia e di diventare assistente di Meynert all’ospedale generale. Tali difficoltà economiche erano dovute all’indebitarsi del padre (Musatti, 1966/2013a).

 

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freud netflix

Curiosità, easter egg e coincidenze

Concludo questa recensione senza spoiler della serie Freud con questa sezione. Oltre ai fatti veri summenzionati vi sono infatti alcune curiosità ed easter egg (contenuti e riferimenti nascosti) legati alla serie Netflix Freud. Ve ne offro 10+1, voi aggiungete quelli che mancano!

Sigla e nome degli episodi

Nella sigla di ogni puntata è possibile vedere il busto di Freud, ma in ogni puntata questo ha qualche dettaglio inerente all’episodio. Inoltre il titolo dato agli episodi contiene sia un riferimento al tema centrale della puntata sia un riferimento alle teorie freudiane.

Io sono una casa, è buio al mio interno

Il discorso che Freud fa alla società medica nella serie, ben descrive quelle che saranno le sue successive teorizzazioni dell’inconscio nella prima topica (Inconscio, Preconscio e Conscio). Interessante come queste parole tuttavia non mi risultino mai esser state pronunciate da Freud (anche se posso sbagliarmi, ha detto così tante cose…). Le ho trovate però estremamente simili a quelle pronunciate a Linsdey in Queer as Folk (11x04): “La mia casa ha molte stanze. Io ne occupo solo alcune. Le altre io non visito”. Semplice coincidenza molto probabilmente ma molto interessante.

Salomè capisce le persone

Nella serie Freud dice a Salomè di non credere che lei sia una medium ma che al più ella sappia giudicare la natura umana. Parole simili il vero Freud rivolse a Lou von Salomè in una sua lettera dicendo che riteneva capisse le persone meglio di quanto facessero loro stesse (Borossa e Rooney, 2003). 

Un chow chow!

Ad un certo punto della serie, Freud esclamerà “un chow chow” guardando un cane che altre volte gironzolava sotto il suo palazzo a passeggio con la sua padrona. Nella realtà Freud aveva un chow chow di nome Jofi che si dice lasciasse gironzolare per la stanza anche durante le terapie e a cui era molto affezionato.

L’amico di Freud

Nella serie, Arthur Schnitzler viene presentato come un affezionato amico di Freud. Nella realtà tale relazione tra i due è da ricercare in epoche più lontane rispetto ai tempi in cui si svolgono i fatti della serie. Fatto curioso è che Freud abbia intrattenuto anni di corrispondenza con Schnitzler prima di incontrarlo di persona (1922), temendo che egli potesse essere un suo sosia (doppelganger) (Schitzler, 2001).

L’amico fidato in quegli anni, a cui Freud confidava successi e timori, era in realtà Wilhelm Fliess: legittimo autore di molte teorie freudiane (Vitz , 2018) e accusato di molestie su suo figlio (Masson, 2003). Le lettere tra i due furono acquistate da Marie Bonaparte e Freud la invitò a distruggerle… ma lei (stranamente) non lo fece (Bonomi, 2016).

Freud ed Anna si salvarono dall’incendio del Ringtheater

Sigmund e la sorella avrebbero dovuto essere allo spettacolo nel Ringtheater la notte dell’incendio ma, per fortuna, decisero di cambiare programmi (Science.orf.at, n.d.).

L’isteria maschile

La paralisi della mano dell’ispettore Kiss rappresenta un caso di isteria maschile, un fenomeno che Freud sosteneva a gran voce ma per il quale venne ridicolizzato: “Histeryon vuol dire utero. Come può allora un uomo essere isterico?”. In seguito ebbe modo di dimostrare la sua tesi dell’isterismo maschile ma fu un successo che venne presto dimenticato (Freud, 1924)

Cocaina e vista

Nella serie, Marta scrive a Freud che chiunque la definisca come gracile ragazzina abbia problemi di vista. “La cocaina ha degli effetti collaterali? Altrimenti perché saresti diventato cieco all’apice della virilità?”. Nella realtà, Freud suggerì al suo amico oculista Leopold Königstein di utilizzare la cocaina nell’anestesia dell’occhio malato. Freud ne parla nella sua autobiografia, poco dopo aver detto che sarebbe diventato famoso prima se non fosse stato per la moglie con cui passava il suo tempo. È infatti durante una vacanza con la moglie che Carl Koller, altro suo amico, sfruttò con successo la sua idea introducendo la cocaina nella piccola chirurgia. (Freud, 1924)

Conosce davvero l’ipnosi?

Nella serie, Fleur porrà a Freud questa domanda. Nella realtà Freud stesso riconosceva di non essere l’ipnotista che desiderava essere tant’è che frequentò un master (potremmo dire) a Nancy per migliorare le proprie abilità (Freud, 1924).

Il palazzo maledetto

Nel 1891 la diciannovenne Pauline Silberstein, moglie di un intimo amico di Freud, pare fosse da lui in cura per il trattamento della sua isteria (depressione?) ma finì per suicidarsi; proprio nella Sühnhaus, il palazzo dove abitava Freud.

Non è ben chiara tuttavia la dinamica. Alcuni sostengono si sia buttata dal tetto del palazzo (Hamilton, 2002), mentre altri riportano si sia gettata dalla tromba delle scale (suehnhaus-derfilm.at, n.d.), quelle scale che così spesso vengono inquadrata in maniera così inquietante nella serie Netflix. Non vi è traccia di questo episodio nei siti italiani dedicati a Freud né all’interno delle sue Opere Complete. L’ho trovato un fatto estremamente curioso!

Bertha Pappenaheim alias Anna O.

Breuer e Freud si trovano ripetutamente a parlare di Bertha Pappenaheim che, come sanno i bravi studenti di psicologia, altri non è se non la paziente chiamata Anna O., la prima paziente ad essere sottoposta a Talk Therapy, metodo precursore della psicoanalisi. La curiosità su questo caso è che pare che molto di ciò che si continua a studiare tutt’oggi potrebbe essere falso: la signorina Pappenaheim non sarebbe guarito né grazie a Breuer, né grazie a Freud e non sarebbe stata lei “a sedurre” Breuer ma lui ad invaghirsi di lei e perciò terminare la terapia prima di compiere atti sconsiderati (Borch-Jacobsen, 2006).

 

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Recensione Freud Netflix: Conclusioni

La serie Freud di Netflix non è perfetta. A tratti è lenta, i personaggi a volte sembrano agire più per inerzia che per volontà e ci sono delle scene (vedi l’abbraccio in famiglia Kiss) che paiono tratte da una soap opera della Rai.

Non è nemmeno una serie che parla di psicologia se non pretestuosamente. C’è Freud si, ma non parla di Freud se non indirettamente, mischiando realtà e finzione. Io aspetto ancora una serie che parli davvero di psicologia, voglio una serie su Wundt (mi stai leggendo Netflix? Voglio una serie su Wundt!).

Se mi è piaciuta la serie Freud? Davvero tanto, si! Sono uno di quei bingewatcher citati ad inizio articolo. L’atmosfera, il mistero, il thriller, lo splatter e quel, seppur vago, sapore di psicologia. Per non parlare dei volti dei protagonisti, intriganti e convincenti, e di una fotografia magistrale.

Consiglio vivamente di guardare la serie di Netflix Freud e non vedo l’ora che esca la seconda stagione per vederne gli sviluppi.

E a voi è piaciuta? Fatemelo sapere nei commenti e ditemi se avete colto altri fatti realmente accaduti o altri Easter Egg.

 

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Bibliografia e sitografia

Bonomi C. (2016). The Freud–Ferenczi controversy in light of Emma Eckstein’s circumcision, International Forum of Psychoanalysis, vol. 25, nº 4, p. 202-210.

Borch-Jacobsen M. (2006). La verità sul caso Anna O. In Meyer C. (Cur.) Il libro nero della psicoanalisi, Fazi, Le Terre.

Borossa J. e Caroline R (2016). Suffering, Transience and Immortal Longings Salome Between Nietzsche and Freud, The Gale Group, Sage Publications. Retrieved 1 December.

Cioffi, F. (2006) Freud era un bugiardo? In Meyer C. (Cur.) Il libro nero della psicoanalisi, Fazi, Le Terre.

Freud S. (1924). Autobiografia. In Musatti (Cur.) 2013 “Opere Complete”, Opere 10, Bollati Boringhieri (ristampa di Opere di Sigmund Freud [OSF], 1966)

Freud S. (1924). Autobiografia. In Musatti (Cur.) 2013 “Opere Complete”, Opere 10, Bollati Boringhieri, nota 110 (ristampa di Opere di Sigmund Freud [OSF], 1966)

Hamilton J. W. (2002). Freud and the suicide of Pauline Silberstein, Psychoanalytic Review, 89(6), December

House of atonement – a documentary haunted house film from Vienna (n.d.) http://www.suehnhaus-derfilm.at/inhalt_engl.html

Lovecraft H. P. (2016). Chtulhu, i racconti del mito. In Lippi G. (Cur.), Mondadori.

Masson J.M. (2003). The Assault on Truth: Freud's Suppression of the Seduction Theory Ballantine Books New York 2003 pages 138–142.

Musatti C. (2013a). Introduzione al primo volume. In Musatti (Cur.) “Opere Complete”, Opera 1, Bollati Boringhieri (ristampa di Opere di Sigmund Freud [OSF], 1966)

Musatti C. (2013b). Avvertenze editoriali. In Musatti (Cur.) “Opere Complete”, Opera 9, Bollati Boringhieri (ristampa di Opere di Sigmund Freud [OSF], 1966)

N. Fusini (1992). Lou Andreas Salomé, l'amante. In Vegetti Finzi, (Cur.), Psicoanalisi al femminile, Laterza

Paul C. V. (2018). Le lettere “romane” a Fliess, in L'inconscio cristiano di Sigmund Freud, Alpes.

Schnitzler A. (2001). Sulla psicoanalisi, trad. it. a cura di Luigi Reitani, SE, Milano

Science.ORF.at (n.d.). Freuds Wurzeln im Unglückshaus, https://science.orf.at/v2/stories/2813397/

 

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