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Un blog per parlare di età evolutiva: delle sue caratterische e delle sue difficoltà. 

“Se un uomo è deciso a dare il massimo di se stesso non ha tempo da perdere in liti personali.” [A. Lincoln]

Chi mi conosce sa quanto io sia stato poco diplomatico nel trattare con gli altri e di come anche adesso io faccia fatica ad esserlo. Tuttavia, ho imparato che non sempre essere nel giusto legittima una discussione e che per quanto si possa avere ragione a nulla vale se non si è in grado di mantenere un buon rapporto con gli altri.

Un libro che è stato ed è tuttora un punto di riferimento per me è "Come trattare gli altri e farseli amici" di Dale Caregie. Questo libro, che può considerarsi un master piece della crescita personale, è un libro che consiglio a tutti quelli che vogliano provare a migliorare le proprie relazioni sociali.

Nel capitolo 12 Caregie condivide una serie di suggerimenti tratti da un articolo di Bits and Pieces "dove si danno dei suggerimenti su come evitare che una divergenza di opinioni si trasformi in una disccusione". Vediamoli insieme:


Ben venga la divergenza di opinioni. Si tenga presente il detto: “quando due persone sono sempre d’accordo, una delle due non serve!”. Se si scopre qualcosa a cui non si era pensato, reagire con gratitudine. Forse questo punto di scontro fornirà la possibilità di non compiere un grosso sbaglio.


Non fidarsi della prima impressione. La prima reazione naturale di fronte a una situazione sgradevole è di mettersi sulla difensiva. Attenzione: mantenersi calmi e tenere sotto controllo la reazione istintiva. Si possono prendere dei grossi granchi.

Controllarsi. Ciò che fa arrabbiare una persona dà la misura del suo valore.


Prima ascoltare. Dare sempre all’avversario la possibilità di parlare. Non opporre resistenza, difese o discussioni: crea solo barriere. Costruire ponti di comprensione, non muri di incomprensione.


Cerca punti d’accordo. Dopo aver lasciato parlare l’avversario, si considerino i punti d’accordo.


Franchezza. Cercare i possibili errori e dichiararli. Scusarsi quando ci si sbaglia. Servirà a disarmare l’avversario e a fargli abbassare la guardia.


Promettere di ripensare alle idee dell’avversario di studiarle attentamente. E poi farlo sul serio. Può capitare di essere in torto.


Ringraziare di cuore l’avversario per il suo interesse. Chiunque di prenda la briga di dissentire sulle idee di qualcuno dimostra interesse per le stesse cose. Considerare un genuino desiderio di chiarificazione facendo, a volte, dell’avversario un amico.


Prima di passare all’azione concedere e concedersi il tempo di riflette sul problema in causa. Proponete un secondo incontro il giorno stesso o il giorno seguente, quando tutto sarà più chiaro. Nel frattempo porsi le seguenti, e difficili, domande:

Il mio avversario potrebbe aver ragione? Parzialmente ragione? C’è una parte di vero o di valido nella sua posizione? Sto reagendo in modo da trovare una soluzione o da alleviare una frustrazione? La mia reazione contribuirà ad allontanare o ad avvicinare l’avversario? La mia reazione mi porterà una maggiore stima del mio prossimo? Perderò o vincerò? Se vincerò che prezzo dovrò pagare? Se me ne starò zitto, la divergenza si sgonfierà come una bolla di sapone? Questa situazione difficile mi è di qualche vantaggio?


Concluderei questo piccolo articolo con la saggia sintesi che Dale fa a proposito delle discussioni:

Il miglior modo per vincere una discussione è EVITARLA!

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