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Un blog per parlare di età evolutiva: delle sue caratterische e delle sue difficoltà. 

PERCHÉ PRENDERE APPUNTI?

Tra le strategie adottate dagli studenti, prendere appunti è senz’altro una delle più frequenti. Può essere che sia perché gli insegnanti insistono sul farlo, perché ci ricordi in qualche modo i dettati (quando tutto era più facile) o forse perché tenerci impegnati mentre l’insegnante spiega ci fa sembrare concentrati su quello che sta dicendo.

In realtà di fatto prendere appunti costituisce una strategia che permette di elaborare i contenuti e che di fatto dirige la nostra attenzione sulla lezione richiedendo un certo sforzo. Siamo sicuri che ne valga la pena?

PRENDERE APPUNTI: UNA STRATEGIA EFFICACE

Vista la natura complessa di tale strategia la ricerca ha voluto verificarne l’efficacia, arrivando a risultati non sempre concordi a causa delle molteplici variabili in gioco, ma tendenzialmente favorevoli.

La ricerca ha infatti messo in evidenza come prendere appunti assolva ad una duplice funzione:

  • Funzione di codifica: scrivendo si registrano più facilmente le idee in memoria
  • Funzione di immagazzinamento: la lettura di quanto appuntato agevola l’archiviazione del materiale.

Affinché prendere appunti risulti utile è necessario tuttavia che entrambe le sue funzioni vengano esercitate. In una ricerca (Kiewra et al., 1991) ci si è chiesti quali fossero le prestazioni di studenti che prendevano appunti senza rileggerli (codifica), studenti che prendevano appunti e li rileggevano (codifica + immagazzinamento) e studenti che leggevano appunti di altri (immagazzinamento). I risultati hanno evidenziato come la rilettura dei propri appunti permettesse prestazioni migliori rispetto a prendere appunti senza leggerli, strategia risultata peggiore rispetto a ripassare da appunti altrui.

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COME PRENDERE APPUNTI EFFICACI

Una variabile importante sull’efficacia di prendere appunti è la tecnica usata nel prenderli. Uno studente potrebbe prendere appunti scrivendo parola per parola quanto l’insegnante sta dicendo mentre un altro potrebbe organizzarli attraverso schemi o notazioni.

In una ricerca su studenti che dovevano sostenere l’esame di ammissione alla Scuola di medicina dell’Università di Helsinki (Slotte e Lonka, 2001) si è evidenziato che le note con funzioni di sintesi come le mappe concettuali erano significativamente più efficaci della pura trascrizione e delle sottolineature (le quali tuttavia erano comunque più utili della sola lettura).

Ecco allora qualche suggerimento su come prendere appunti efficaci tratto da “Studiare meglio e riuscire all’università” (De Beni et al., 2015) ma valido anche nelle scuole secondarie. 

Prova ad applicarli in classe e scrivi nei commenti se ti sono stati d’aiuto!

  • Riconoscere la struttura della lezione per guidare l’ascolto
    • Apertura: “Oggi parleremo di…”
    • Punti chiave importanti: “Fate particolare attenzione a…”
    • Esempi e collegamenti: “Questo aspetto si ricollega a…”
    • Riepilogo di quello che si è detto fino a quel punto: “Riassumendo…”
    • Conclusioni: “Quindi possiamo concludere che…”
  • Utilizzare sigle, acronimi, e abbreviazioni (purchè vi ricordiate cosa stavano a significare);
  • Utilizzate simboli e icone ricorrenti (ad es: un libro stilizzato se viene consigliato un testo, oppure un punto di domanda affianco a cose che non vi sono chiare);
  • Organizzare i fogli di appunti con il Metodo Cornell (vedi immagine);
  • Rivedere gli appunti e integrarli con il libro, le dispende o ricerche personali.

 

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BIBLIOGRAFIA

De Beni, R., Zamperlin, C., Fabris, M. e Meneghetti C. (2015). Studiare meglio e riuscire all’università. Linee guida e materiali per potenziare le abilità di studio. Trento: Erickson.

Mason, L. (2011). Psicologia dell’apprendimento e dell’istruzione. Bologna: Il mulino

Kiewra, K.A., Dubois, N.F., Christian, D., McShane, A., Meuerhoffer, M. e Roskelley, D. (1991). Notetaking functions and techniques. In “Journal of Educational Psychology”, 83, pp. 240-245.

Slotte, V. e Lonka, K. (1998). Using notes during essay-writing: It is always helpful? In “Educational Psychology”, 4, pp. 445-459.

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