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Valutazione DSA e riabilitazione
Mi occupo di valutazione DSA in bambini, adolescenti e adulti, e della riabilitazione delle abilità di lettura, scrittura e calcolo.
Quando ha senso richiedere una valutazione DSA
- Bambini dalla fine della seconda elementare per la lettura e la scrittura, dalla fine della terza per il calcolo. Sono i tempi in cui i criteri consentono di formulare una diagnosi.
- Adolescenti che hanno sempre faticato e non sono mai stati valutati, spesso arrivati alle superiori con un carico di studio che non regge più.
- Adulti che sospettano un disturbo mai riconosciuto, all’università o nel lavoro.
- Chi ha già una certificazione e deve aggiornarla nel passaggio a un nuovo ciclo scolastico.
Se non è chiaro se la valutazione sia indicata, se ne parla nel primo colloquio.
Diagnosi e certificazione sono due cose diverse
La diagnosi è un atto clinico. Stabilisce se c’è un disturbo specifico dell’apprendimento, descrive il profilo di funzionamento e indica cosa conviene fare. È quello che faccio, ed è quello che serve per impostare un trattamento e per capire come studiare.
La certificazione è l’atto amministrativo che attiva i diritti previsti dalla legge 170 a scuola. In Veneto la rilasciano solo i servizi pubblici e le strutture accreditate dalla Regione. Nel mio studio non la rilascio.
Chi ha bisogno della certificazione deve quindi mettersi in lista d’attesa. Nel frattempo la scuola può comunque adottare un piano didattico personalizzato sulla base di una valutazione privata: la direttiva del 27 dicembre 2012 e la circolare ministeriale 8 del 6 marzo 2013 chiedono alle scuole di tenere conto delle diagnosi rilasciate da professionisti privati in attesa della certificazione.
Come si svolge la valutazione DSA
- AnamnesiUn’intervista ai genitori e alcuni questionari, per raccogliere le informazioni sulle tappe di sviluppo e sul percorso scolastico. Con gli adulti si ripercorre la storia scolastica. Sarà utile portare pagelle, verifiche e quaderni.
- Valutazione degli apprendimentiProve standardizzate di primo livello su lettura, scrittura e calcolo, che servono a stabilire se un problema c’è.
- Valutazione cognitivaProve che verificano che le difficoltà non siano spiegate da una condizione cognitiva più generale. È il passaggio che permette di parlare di disturbo specifico.
- Valutazione delle diagnosi differenziali e comorbiditàSpesso alcuni sintomi possono essere spiegabili da altri qaudri diagnostici rispetto ai DSA. Ad esempio in alcuni disturbi d’ansia (come ad esempio l’ansia sociale) è possibile osservare difficoltà scolastiche che però hanno origine diversa. Inoltre, spesso nei DSA possono essere presenti condizioni associate come altri disturbi del neurosviluppo o emotvo-comportamentali.
- Valutazione funzionaleProve di secondo livello che descrivono come funziona quella persona: dove si inceppa, con quali strategie compensa, su quali punti di forza può contare. È la parte che orienta il lavoro successivo.
- Restituzione e relazioneUn incontro in cui si spiega cosa è emerso, cosa significa e cosa conviene fare, e la consegna della relazione scritta. Con i bambini la restituzione avviene anche a loro, con un linguaggio adatto.
Le indicazioni seguite sono quelle della Linea Guida ISS 2022 sulla gestione dei DSA.
La riabilitazione
Quando dalla valutazione emerge l’indicazione a un percorso riabilitativo, si lavora direttamente sulle abilità coinvolte: lettura, scrittura, calcolo.
Il lavoro si svolge in studio oppure a distanza. Fra gli strumenti disponibili c’è Ridinet, una piattaforma di teleriabilitazione che permette di svolgere gli esercizi a casa, con il clinico che ne segue l’andamento e li adatta.
Il termine tecnico è riabilitazione, ed è quello che compare nei documenti clinici. Alcuni preferiscono parlare di abilitazione o potenziamento, perché nei DSA non si recupera un’abilità perduta ma si sviluppa una competenza che fatica a consolidarsi. Il lavoro è lo stesso.
Gli strumenti compensativi
Accanto alla riabilitazione si lavora sugli strumenti compensativi, che aggirano la difficoltà invece di combatterla e per questo funzionano subito: sintesi vocale, calcolatrice, mappe concettuali, e la scrittura alla tastiera.
Su quest’ultima ho realizzato Digitorium, un’applicazione liberamente accessibile sul sito del Centro Archimede.
Quanto dura e quanto costa
€ 400
la valutazione, comprensiva degli incontri di un’ora ciascuno, della relazione e del colloquio di restituzione
€ 65
una seduta di riabilitazione, della durata di 50 minuti
Le sedute di riabilitazione si pagano una per una. L’abbonamento alla piattaforma Ridinet, quando il percorso lo prevede, è a carico della famiglia.
Le domande che mi fanno più spesso
Conviene aspettare il servizio pubblico?
Dipende dai tempi. Se l’attesa è breve, alcune prove non le somministro: ripeterle a distanza ravvicinata produce un effetto apprendimento che rende meno attendibile la valutazione successiva. Ne parliamo nel primo colloquio.
Mio figlio deve saperlo?
Sì, e conviene dirglielo prima. Sapere che si andrà a capire come funziona il suo modo di imparare riduce l’ansia più del non sapere. Nel primo colloquio vediamo insieme come dirglielo.
La diagnosi resta per sempre?
Il disturbo specifico dell’apprendimento è una caratteristica stabile del funzionamento. Quello che cambia nel tempo è quanto incide sulla vita quotidiana, e su questo si lavora.
Serve anche se va bene a scuola comunque?
Molti bambini compensano con lo sforzo, e il costo di quello sforzo non si vede nei voti. La valutazione serve a capire quanto sta costando, non solo quanto sta rendendo.
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