Illustrazione stilizzata di un volto con i capelli irti e spirali alla base del viso
Psicoterapia

Psicoterapia cognitivo-comportamentale

La psicoterapia cognitivo-comportamentale è una terapia evidence based particolarmente indicata nel trattamento di diversi disturbi emotivi e comportamentali che prevede la definizione di obiettivi e la verifica del loro raggiungimento durante il percorso di terapia.

A chi si rivolge

Quando ha senso un percorso di psicoterapia

  • Disturbi d’ansia: ansia generalizzata, attacchi di panico, ansia sociale, fobie specifiche, ansia da separazione.
  • Ansia legata alla prestazione: esami, interrogazioni, scadenze, evitamento dello studio.
  • Disturbi dell’umore e difficoltà emotive persistenti.
  • Disturbi ossessivo-compulsivi.
  • Difficoltà emotive e comportamentali che si manifestano a scuola e in famiglia.

Ricevo anche persone con una diagnosi di DSA o ADHD già formulata, quando la difficoltà emotiva è diventata la parte più pesante. Conoscere il funzionamento cambia come si legge quella difficoltà.

Come lavoro

Le fasi del percorso

  1. AssessmentI primi incontri servono a mettere a fuoco il problema. Si usano anche questionari e scale, che permettono di descrivere il quadro all’inizio e di verificarne l’andamento più avanti.
  2. Formulazione del casoUna descrizione condivisa di cosa mantiene il problema. Si discute insieme: se la persona non la riconosce come sua, va rivista.
  3. Definizione degli obiettiviObiettivi dichiarati e verificabili, non generici. È quello che permette di capire se il percorso sta funzionando.
  4. InterventoPer alcuni problemi sappiamo con buona precisione quali sono le strategie più efficaci (come ad esempio l’esposizione nelle fobie). Per altri, le prove sono invece meno nette, e la scelta si basa su cosa mantiene la difficoltà in quella persona.
  5. Verifica e conclusioneSi riprendono gli obiettivi iniziali e si verifica cosa è cambiato. Il percorso si conclude quando gli obiettivi sono raggiunti.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale comprende gli interventi comportamentali, il lavoro cognitivo di Beck ed Ellis sui pensieri e sulle credenze, e gli approcci di terza generazione come l’ACT, che lavorano sul rapporto con i pensieri invece che sul loro contenuto. Uso anche elementi della terapia dialettico-comportamentale e della schema therapy quando il caso lo richiede.

Neurodivergenza

Quando c’è già una diagnosi di DSA o di ADHD

Ricevo anche persone che hanno già una diagnosi di disturbo dell’apprendimento o di ADHD, e che arrivano perché la parte più pesante è diventata quella emotiva.

Un adulto con ADHD diagnosticato a trent’anni porta spesso una storia di rimproveri e di tentativi falliti, e ha imparato a leggerli come difetti del proprio carattere. Un ragazzo con dislessia che evita di studiare non sempre lo fa per pigrizia: a volte evita la fatica di una lettura che gli costa il triplo.

Conoscere il funzionamento cambia cosa si guarda. La stessa difficoltà a cominciare un compito ha una lettura diversa se dipende da un’ansia da prestazione o da una difficoltà di avvio dell’azione, e l’intervento non è lo stesso.

È il motivo per cui questi due ambiti, i disturbi del neurosviluppo e la psicoterapia, nel mio lavoro non stanno separati.

Tempi e costi

Durata e costo delle sedute

€ 65

4 mesi

Domande frequenti

Le domande che mi fanno più spesso

Quanto dura una psicoterapia?

Che differenza c’è fra psicologo e psicoterapeuta?

Devo prendere farmaci?

Si può fare a distanza?

Per cominciare

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