La dislessia
LA DISLESSIA
Con il termine “dislessia” ci si riferisce ad un pattern di difficoltà di apprendimento caratterizzato da problemi con il riconoscimento accurato o fluente delle parole e da scarse abilità di decodifica e spelling. La prevalenza di questo disturbo è stimato intorno al 3% in Italia, 3,2% secondo una ricerca di Barbiero e colleghi (2012) che ha esaminato un vasto numero di bambini sul territorio del Friuli Venezia Giulia, evidenziando tra l’altro quante siano le situazioni di bambini con disturbo non ancora diagnosticato dai servizi.
La prevalenza stimata a livello internazionale è invece intorno al 6%. Tale differenza è dovuta alle differenze ortografiche di cui abbiamo precedentemente parlato. La minor trasparenza ortografica pone infatti maggiori difficoltà di decodifica, abilità deficitaria in questi bambini.
Nonostante non si abbiano dati sufficienti a poter sostenere la posizione di sottotipi di profili dislessici, l’esperienza clinica mette in evidenza come alcuni bambini risultino deficitari solo nella velocità di lettura dove altri lo siano nella correttezza. Lo sviluppo cognitivo dell’abilità di lettura si rivela inoltre utile a poter individuare lo stadio deficitario nei bambini dislessici. Vi sono infatti bambini che hanno difficoltà di lettura fonologica (dislessia profonda) mentre altri che presentano difficoltà al solo livello lessicale (dislessia superficiale).
La diagnosi di dislessia può essere fatta a partire dalla fine della 2° classe della scuola primaria e saranno significative le prestazioni nelle prove diagnostiche di lettura di brano, lettura di parole (esame della via lessicale) e lettura di non-parole (esame della via fonologica). I parametri tenuti in considerazione saranno la rapidità e la correttezza.
Un altro parametro utile ai fini comparativi sono le sillabe al secondo, parametro ottenibile dividendo il numero delle sillabe di un brano per il tempo di lettura del bambino.
Parametri di lettura di normolettori e dislessici a confronto (Tressoldi, Stella e Fagella, 2001)
Com’è possibile notare dalla figura la differenza tra normolettori e dislessici rimane costante per tutto il percorso scolastico e corrisponde in media a circa 2 sill./sec. di differenze.
È utile infine sottolineare che seppur correttezza e rapidità potranno migliorare notevolmente in seguito ad un buon intervento di trattamento, questi non saranno mai allo stesso livello di un normolettore (soprattutto per quanto riguarda il parametro di velocità).
